La sezione extra durale del Filum terminalis con tecnica microchirurgica mininvasiva

Cari pazienti, come annunciato nelle scorse settimane pubblichiamo i filmati di tre interventi mininvasivi di sezione extra durale con tecnica microchirurgica in anestesia locale (senza demolizione ossea) eseguite dal dott. Vanni Veronesi, Dirigente Medico Neurochirurgo, c/o l’Unita Operativa Semplice Chirurgia del Sistema Nervoso Periferico, presso l’ospedale Ospedale "Umberto I" di Lugo (RA), AUSL della Romagna, il 20 gennaio 2014
Queste riprese sono state realizzate con l’intento di chiarire, una volta per tutte, come questo intervento viene eseguito in Italia.
Vi invitiamo a guardare i filmati e a leggere le riflessioni che riportiamo di seguito.


AVVISO:
Immagini relative ad interventi chirurgici.
Sconsigliamo la visione di questi video alle persone particolarmente sensibili o impressionabili.

 

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A fronte delle critiche apparse lo scorso luglio su un blog riconducibile al Dott.Royo  (http://chiarisiringomieliascoliosi.blogspot.it/) ed in seguito alla rimozione di discussioni all’interno di un noto forum amministrato da pazienti operati dal citato medico, ribadiamo alcuni concetti:
i neurochirurghi italiani sono professionisti seri e nessuno può mettere in dubbio la loro serietà personale e professionale.
Nel video il dott. Veronesi afferma, con cognizione di causa (conoscenze anatomiche e manualità chirurgica), che vi è un solo tipo di approccio e una sola tecnica chirurgica per effettuare l’intervento mininvasivo di sezione extra durale con tecnica microchirurgica in anestesia locale (senza demolizione ossea).
E’ sicuro di quello che afferma tanto da pubblicare la tecnica chirurgica nei filmati presenti nel suo sito web ( http://www.vanniveronesi.com/) e di permetterci di riprendere gli interventi da lui eseguiti.
Negli ultimi mesi i neurochirurghi italiani che eseguono questo intervento vengono messi in discussione da alcuni pazienti del dott. Royo, il neurochirurgo spagnolo che per primo ha applicato questa tecnica anche in pazienti affetti da Arnold Chiari, Siringomielia e Scoliosi, sostenendo che la tecnica da lui praticata non è la stessa di quella praticata dai medici italiani e pertanto l’intervento fatto in Italia non ottiene gli stessi risultati.
Purtroppo il confronto con il Dott. Royo è stato negato a tutti i neurochirurghi italiani che lo hanno chiesto, con scuse diverse, come anche la possibilità di frequentare la tanto pubblicizzata Filum Academy Barcelona®.
L’atteggiamento del Dott. Royo è incomprensibile perché da un chirurgo ricercatore che ha a cuore una tecnica da lui inventata ci si aspetta che la divulghi in campo nazionale e internazionali ottenendone una diffusione in più Centri, raccogliendo quindi la soddisfazione di avere fornito un contributo originale alla scienza medica.
Come è incomprensibile che di fronte alla nascita di altri Centri, anche pubblici, in Europa e in Italia che effettuano lo stesso intervento, perché dello stesso intervento fino a prova contraria si tratta, c’e’ stata una “corsa” a registrare non tanto la tecnica, che come tutte le tecniche chirurgiche non possono essere registrate, quanto una sorta di “pacchetto di trattamento “ il Filum System®.
La recente scelta del Dott. Royo di sfruttare economicamente, registrandolo, il “pacchetto di trattamento” per diverse patologie tra cui la malformazione di Chiari 1, rispetto all’interesse collettivo della condivisione delle conoscenze è una libera scelta.
Chi vuole perseguire la tutela brevettuale, che significa ottenere una privativa su un qualcosa che viene tenuto segreto, rinuncia alla pubblicazione e quindi come ricercatore non esiste, nel senso che non può pretendere di essere riconosciuto dalla comunità scientifica per avere reso noto il suo lavoro, il risultato ottenuto e il metodo adottato.
In breve, non si può rivendicare la fondatezza scientifica del proprio lavoro se non ci si sottopone al giudizio dei pari. Tutela brevettuale e fondatezza scientifica si collocano su piani diversi. Questa sorta di registrazione commerciale fa pensare al tentativo di definire “unico” il trattamento e di conseguenza di indurre i pazienti a recarsi necessariamente a Barcellona per ottenerlo. Ciò è l’esatto contrario di quanto ci si aspetterebbe dall’inventore di una nuova tecnica chirurgica che dovrebbe, come è sempre stato, essere molto felice di avere ottenuto la diffusione della propria tecnica in altri Ospedali.
Il Dott. Royo era da considerarsi un “ricercatore” sino alla registrazione del Filum System® nel 2013 (Registrato: con il Titolo di Registro di Marchi, Marchio Nº. 3.046.839. Data di presentazione richiesta il 26 settembre 2012. Data di concessione del registro: 4 febbraio 2013. Titolare del marchio: Miguel Bautista Royo Salvador).
La mancanza di una divulgazione scientifica dei risultati da parte del Dott. Royo, prima della registrazione del marchio Filum System® nel 2013, non permette un confronto e un’attendibilità scientifica dell’attività svolta. Prima della registrazione del marchio, il Dott. Royo ha pubblicato 1 solo lavoro scientifico su una rivista indicizzata (riviste scientifiche inserite nell’Index Medicus, ossia un insieme di riviste la cui validità scientifica viene giudicata rilevante da un comitato di esperti internazionali) che aveva come oggetto la tecnica di resezione del filum per via extra durale. Se si escludono le pubblicazioni di abstract congressuali, cioè se, come si fa normalmente, si considerano solo le pubblicazioni in inglese che riportano casistiche cliniche, resta solo il suddetto lavoro pubblicato su 20 soli casi DI CUI SOLO 9 PAZIENTI TRATTATI CON LA RESEZIONE EXTRADURALE DAL 1999 AL 2003 nella rivista scientifica indicizzata Acta Neurochirurgica del 2005. E’ ovvio il quesito di come mai una tecnica così innovativa con il trattamento di un elevato numero di casi (almeno 400 nel 2011) non abbia esitato in un maggiore numero di pubblicazioni scientifiche di medio/alto livello.
E’ storia comune dei pazienti con malformazione di Chiari 1 di essere stati sottoposti a valutazione da parte di molti specialisti che hanno dato pareri diversi. Proprio per questa possibile disomogeneità di pareri è necessario avere dei riferimenti e delle indicazioni dai centri di riferimento più prestigiosi e con la più vasta esperienza. Sicuramente il The Chiari Institute di New York con più di 5.000 casi trattati, dato non recente per cui sottostimato, rappresenta il centro di riferimento non solo per gli USA ma per il mondo scientifico internazionale.
L'equipe dei neurochirurghi del The Chiari Institute di New York e la maggioranza dei neurochirurghi mondiali, a differenza del Dott. Royo dell’Institut Chiari de Barcelona non riconosce la trazione midollare come la causa di tutte le malformazioni di Chiari, come la causa di tutte le siringomielie, come un cofattore in tutte erniazioni tonsillari.
Per quanto riguarda l’affermazione che i neurochirurghi italiani che eseguono la resezione del filum non sono riconosciuti a livello scientifico è bene precisare che:
A) Non esiste CHI DOVREBBE DARE IL RICONOSCIMENTO PER APPLICARE UNA TECNICA CHIRURGICA. PER FORTUNA DEI PAZIENTI E DELLA SCIENZA MEDICA UNA TECNICA CHIRURGICA NON PUO’ ESSERE REGISTRATA PER FINI COMMERCIALI;
B) Per quanto riguarda la TECNICA CHIRURGICA DI SEZIONE EXTRADURALE DEL FILUM, in letteratura, non esistono a tutt’oggi, dati sufficienti che attestino la validità di questa metodica (un solo lavoro, già citato prima, che riporta pochi casi di Chiari I).
In Italia la Società Italiana di Neurochirurgia, in merito all’indicazione alla sezione del filum terminalis nel trattamento della Sindrome di Chiari I, nella riunione del 12 maggio 2012, si è così espressa:
1. Non vi è, in letteratura e nell’esperienza dei presenti, alcuna relazione tra la Sindrome di Chiari I e la presenza del midollo fissato;
2. La sezione del filum terminale va riservata ai casi in cui vi è una evidenza radiologica o una sintomatologia clinica caratteristica di tale anomalia (disturbi vescicali, lombalgia, ipostenia agli arti inferiori, etc…);
3. La sezione extradurale del filum terminale non costituisce, sulla base di valutazioni anatomiche, un’alternativa alla sezione intradurale. In letteratura, non esistono a tutt’oggi, dati sufficienti che attestino la validità di questa metodica (un solo lavoro che riporta pochi casi di Chiari I).

Il Dr. Bolognese del The Chiari Institute di New York afferma che la presenza di midollo ancorato occulto è un elemento di possibile comorbilità nella malformazione di Chiari I molto controverso, ma non sul fatto se esiste o meno, ma dove porre il limite nella diagnosi e nell’indicazione al trattamento chirurgico e nella tecnica con cui eseguirlo (sezione del filum terminalis intra o extradurale), non si può dare una percentuale certa della presenza del midollo ancorato occulto associata alla malformazione di Chiari I, ma probabilmente è il 5% nella popolazione generale, le cose sono complicate dal fatto che vi è una sottopopolazione di Chiari I con midollo ancorato e vi è un altro sottogruppo in cui il midollo ancorato occulto è la causa dell’erniazione delle tonsille ma i pazienti hanno le dimensioni della fossa cranica posteriore e del forame magno normali e quindi, in questo caso, non è una malformazione di Chiari I.
In conclusione, ritornando alla tecnica chirurgica minivasiva di sezione extradurale del filum terminale, ci domandiamo perché il Dott. Royo se non vuole che i colleghi frequentiamo la sua clinica privata non mette on line sul suo sito, come ha fatto il dott. Veronesi, le immagini dell’intervento permettendo almeno un confronto a distanza?
Tutto questo per il bene dei pazienti che in Italia vengono operati con il Sistema Sanitario Nazionale mentre a Barcellona pagano 15.000 € per un intervento in anestesia locale con degenza di 1 giorno, tanto quanto costa in Italia un intervento in anestesia generale di decompressione in fossa cranica posteriore della durata in media di 3-4 ore con decorso postoperatorio in Terapia Intensiva e degenza di diversi giorni. Vogliamo riflettere sul rapporto costo dell’intervento/risorse umane e strumentali utilizzate ?
Rendiamo disponibili queste informazioni perché ogni paziente possa farsi la propria idea o perché possa approfondire le varie tematiche dei vari aspetti correlati alla patologia della malformazione di Chiari.
Invitiamo tutti i pazienti, ma soprattutto quelli al vertice dell’associazione AI.SAC.SI.SCO e il Dott. Royo che nei giorni scorsi abbiamo cercato più volte di contattare per richiederne l’amicizia, (che ci è stata sempre negata) ad accettarla, al fine di poterli inserire nel gruppo AIMA-Child, per permettere un contradditorio di fronte ai pazienti.
Continuare a sottrarsi ad un contradditorio è scorretto nei confronti dei pazienti che non hanno un quadro completo delle informazioni necessarie al fine di prendere la migliore decisione.

Questa associazione si impegnerà ancora di più ad interrompere l’emorragia di pazienti italiani che decidono di andare all’estero a farsi operare poiché, in virtù del tragico momento economico che il nostro paese sta affrontando, riteniamo utile che i pazienti che magari devono indebitarsi per potere pagare il Dott. Royo, sappiano che anche qui in Italia l’intervento viene eseguito e, come detto sopra, con la stessa tecnica.
Qualora il Dott. Royo e l’AI.SAC.SI.SCO  accettassero un confronto pubblico, AIMA-Child si impegna a collaborare per organizzarlo e per video riprenderlo, con l’intento primario di dare la possibilità al Dott. Royo di presentare i suoi studi e suoi dati, sottoponendosi contestualmente anche ad un contradditorio diretto con i nostri medici italiane di fronte ai pazienti.